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prestigiosa e
consequenziale. Hanno negato la tua unicità, hanno
rifiutato la tua diversità, come potevano insegnarti la
lealtà verso te stesso? Per questo il lavoro è
difficile. Devi combattere con anni di condizionamento
radicati. Ti sembrerà di lottare contro te, mentre
lavorerai per te. Ormai alcuni atteggiamenti dannosi,
veleno che il mondo ha iniettato su noi tutti, sono
diventati parti di te. Li difendi come se difendessi te
stesso. Difendi la tua immagine senza renderti conto che
non sei tu. Ti riterrai comunista invece di vederti come
un individuo che condivide alcune idee del comunismo.
Oppure ti riterrai anticomunista, diventerai tu stesso
identificato con quelle idee fino al punto che se
incontrerai un comunista ti sentirai a disagio. Eppure
quando eri un bambino non eri un comunista, non eri un
fascista, sono vestiti che hai indossato più tardi,
quando nessuno ti ha insegnato ad essere te stesso.
Tu
sarai le tue idee, tu sarai la tua squadra di calcio e
la tua vera Essenza non ci sarà più….
Intorno
alla tua radice si è formata una gramigna velenosa,
nata da anni di condizionamento. Estirparla sarà
difficile perché si è unita ad essa perniciosamente.
Solo tu puoi farlo e nessun altro. Chiudi gli occhi
insieme a me e senti la brevità della tua vita.
Avvicinati a te stesso, stai con te e inizia a sentire
il tuo corpo. Queste mani, queste braccia che fanno
sempre quello che gli chiedi, serve ubbidienti. Sei mai
stato consapevole del tuo corpo come in questo momento?
Lo hai vestito in mille modi, ma tu sentine la nudità.
Vai verso ciò che i tuoi abiti non abbelliscono, ma
nascondono.
Ora
passa ad osservare i tuoi pensieri. Quanti pensieri hai
pensato! In quanti ti sei identificato! Lasciali tutti
ed osservali sentendo te stesso. Essi sono il tuo
prodotto, non i tuoi padroni.
Osserva
adesso le tue emozioni… terrore ed estasi si sono
avvicendati, dolore e gioia come una ruota ti hanno
fatto conoscere istanti sublimi e eternità di
sofferenza. Vai Oltre.
Cerca di vederti aldilà delle
tue emozioni, anch’esse sono un tuo prodotto, non sei
tu. Questa è la cosa più difficile. E’ possibile
abbandonare un’idea, ma non è possibile abbandonare
un’emozione che ti è nata dentro. Ne sei troppo
identificato. Eppure se tu avessi la capacità di
vederle, prima ancora di esprimerle capiresti che è
possibile vivere un’esistenza da liberi e non da
schiavi. Le emozioni sono il sale della nostra vita, noi
le abbiamo trasformate nella sabbia dei nostri pantani
interiori. Invece di godere della tenerezza e di calarci
nella profondità del dolore, comprendendone il
messaggio, rifiutiamo le emozioni dolorose e diventiamo
sordi a noi stessi. Oppure ci ripariamo sotto le
malandate grondaie di emozioni negative solo perché la
preoccupazione e l’ansia sono l’unica prassi
conosciuta per affrontare i problemi. Nemmeno ci
chiediamo se possano esistere nuove modalità emotive,
talmente siamo radicati in quelle abituali. Cambiarle
significherebbe una trasformazione troppo grossa nemmeno
da prendere in considerazione.
Le
emozioni positive poi non le sappiamo trattenere. Anche
una buona notizia non riesce a rallegrarci così come
una cattiva riesce invece a spegnerci. Rimani seduto con
gli occhi chiusi e vedi tutto questo: mezzi, strumenti,
capacità spesso non usate perché troppo identificati
nel film della vita. Cerca di alzarti da quel ruolo di
spettatore passivo, entra nella scena e vai oltre,
dietro le quinte. Cerca di diventare tu il regista. Il
regista del tuo corpo, delle tue emozioni, dei tuoi
pensieri. Torna a te stesso definitivamente e per
sempre. Questa è la nuova nascita: un rapporto nuovo
con se stessi. Eppure esiste il rischio che queste
rimangono solo parole stampate. È più di un rischio,
è una certezza. Appena alzerai lo sguardo da questo
foglio dimenticherai la tua intenzione, stanne certo.
Questo accade perché nella vita di un uomo dovrebbero
avvenire nuove nascite ogni giorno, ogni giorno
l’intento dovrebbe essere riaffermato. Perché ogni
giorno bisogna lottare contro la degenerazione meccanica
in cui il mondo e noi stessi stiamo precipitando. Ed il
lavoro, se da soli, è dalle titaniche dimensioni. Per
questo è utile che i cercatori si uniscano in gruppi di
Lavoro dove possano essere applicati quegli ausili che
possono alleggerire un po’ questa Grande Opera.
Da
soli è quasi impossibile.
G.Q.
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