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Se osserviamo la stragrande
maggioranza dei nostri contemporanei ci rendiamo conto
che non sono sfiorati per nulla dal dubbio di vivere una
vita automatica basata su modelli imposti dall’esterno e
senza quasi nessun contatto con il proprio vero sè.
Perchè nasca l’interesse a conoscersi deve verificarsi
nella vita di una persona un evento, un’esperienza che
metta in crisi le proprie certezze e che apra una
frattura nella percezione di se stessi e del mondo.
Inoltre è fondamentale l’incontro con persone
appartenenti ad un altro ordine di idee, ad una diversa
visione del mondo rispetto a quella dominante
e che possano dare un giusto orientamento,
altrimenti un essere umano in questa situazione rischia
di perdere la bussola.
Ma qual è il percorso per
conoscere sè stessi ?
Per conoscere bisogna
iniziare ad osservare. Osservare dentro di noi
attentamente ed accettare tutto ciò che si vede, come se
aprissimo il cofano di un’automobile e guardassimo
dentro il motore annotando ogni cosa. Quest’impresa,
riferita a sè stessi, è assai più ardua di quanto
sembrerebbe: infatti osservare deve andare di
pari passo con accettare ciò che si vede. Dentro
di noi abbiamo cose positive e negative, ma quando
vediamo cose che non ci piacciono come rabbia, avidità,
impotenza ecc. una parte di noi si ribella perchè non
vuole abbandonare la bella immagine di sè che si era
creata. Eppure non possiamo arrivare a conoscerci se non
accettiamo quello che siamo nella realtà (e non come ci
si immaginava di essere).
E’ più facile vedere gli
altri che noi stessi ed è per questo che lavorare su di
sè in un gruppo è fondamentale: gli altri ci fanno da
specchio mettendoci di fronte continuamente agli aspetti
di noi stessi che non vediamo. Inoltre è fondamentale la
presenza di una guida che conosca le varie fasi
di questo processo e che in ogni situazione possa dare
le indicazioni giuste. E’ un lavoro faticoso e anche
doloroso, ma andando avanti gradualmente si afferma in
noi un diverso modo di essere: cioè ricordandoci
di quello che abbiamo scoperto su di noi e che abbiamo
imparato ad accettare, a volte dolorosamente, nella vita
cominciamo a comportarci in modo diverso quasi senza
accorgercene.
Questo cambiamento
non può essere ottenuto con un’azione diretta come si
vorrebbe fare all’inizio, ma avviene in modo
impercettibile e sempre più profondo continuando nel
lavoro di osservazione-accettazione.
Successivamente conoscere
ed essere portano ad agire. Prima di avere
lavorato su noi stessi crediamo di poter fare secondo la
nostra volontà, ma in realtà è qualcosa in noi che
agisce, c’è una moltitudine di forze che ci muove a
nostra insaputa ed è fondamentale realizzare che in
verità noi non possiamo fare niente. Ma durante il
percorso di conoscenza, se abbiamo la fortuna di avere
una guida, ci può essere chiesto di agire in un certo
modo, per esempio di lottare contro aspetti di sè o
abitudini che dobbiamo vincere. Può sembrare strano ma
per arrivare a fare in modo autonomo e
consapevole bisogna imparare a fare sotto la
direzione di una persona che ha già seguito questo
percorso e che conosce la via della giusta azione.
Questo modo di operare, all’inizio ostico e a volte
incomprensibile, porta a sviluppare una forza che già si
avvicina alla volontà vera, la quale si manifesterà
quando nell’essere umano tutte le tendenze ed i desideri
secondari si saranno
sottomessi ad uno scopo principale.
Chi ha percorso queste
tappe, Conoscersi-Essere-Agire ha seguito un processo di
evoluzione e forse è a questo punto che si può
parlare di un VERO UOMO.
Sapere chi siamo, essere sè
stessi, conoscere il proprio posto nel mondo ed agire in
armonia con tutto questo dovrebbe essere l’obiettivo di
tutti gli esseri umani ed anticamente in tutte le
civiltà ogni aspetto della vita, dall’educazione,
all’arte, alla religione, era finalizzato ad aiutare
l’uomo su questo percorso evolutivo. Nella civiltà
contemporanea tutto sembra essere orientato a rendere
gli esseri umani sempre meno consapevoli e sempre più
meccanici.
Eppure anche in quest’epoca
chi ha veramente un’aspirazione autentica e cerca con
sincerità la via per ritrovare se stesso e per diventare
“vero”, sicuramente incontrerà chi potrà dargli l’aiuto
necessario a trovare la giusta direzione.
Andrea B
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