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Studio ed
approfondimento dei Testi Sacri
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Giuseppe e i suoi fratelli
Ogni protagonista biblico è,
simbolicamente, il riflesso di un aspetto particolare dell’uomo
“rigenerato”. Giuseppe, in particolar modo, ha una particolarissima
connessione con quell’elemento che Gurdjieff avrebbe definito
“Influenza C”. Essa è quella Forza straordinaria e particolare che
induce l’uomo al risveglio. Tale Forza, direttamente connessa con i
Centri Superiori, è la Stella Suprema che nella Scrittura rivela
continuamente il suo operare. E’ Dio stesso, l’Assoluto, il Senso
Nascosto. Giuseppe è un personaggio che ben descrive la sua azione,
il suo vibrare continuo.
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Infatti, mentre gli altri
protagonisti biblici manifestavano sempre qualche difetto,
qualche incrinatura nella loro purezza, Giuseppe, invece, è un
purissimo frammento della Luce Infinita. Beati coloro che ne
studiano la vita, le gesta e i simboli che lo riguardano!
Costoro fanno parte delle schiere di chi tenta di penetrare il
senso vero dell’Insegnamento; sono gli “Amici di Dio” che lo
cercano, che aspirano continuamente a Lui. Sono i “poveri di
Dio”, i “perseguitati”, “i fuggitivi”. “Or Israele (Giacobbe)
amava Giuseppe più di tutti gli altri suoi figlioli, perché era
il figlio della sua vecchiaia; e gli fece una veste di vari
colori.” (Gen. 37:3) |
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In moltissimi ordini iniziatici, o
Scuole, l’allievo indossa una particolare veste, simbolo del
Corpo Supremo che è costruito durante il Lavoro.
Nella nota parabola cristiana gli invitati alle Nozze del Re
(Mt. 22:2-14) dovevano indossare un abito particolare (da nozze
appunto) che gli permettesse di essere dignitosamente alla
presenza dello Sposo. Gurdjieff spiega chiaramente il
significato di tale abito: esso è il Corpo Divino. “Il primo è
il corpo fisico, nella terminologia cristiana, il ‘corpo
carnale’, il secondo, sempre nella terminologia cristiana è il
corpo ‘naturale’, il terzo è il corpo ‘spirituale’, e il quarto,
nella terminologia del Cristianesimo Esoterico, è ‘il Corpo
Divino’.” (Frammenti pag. 49) In un grafico che troverete nella
stessa pagina di Frammenti vedrete che Ouspensky chiarifica che
il corpo carnale è la “Carrozzeria” della macchina umana, il
veicolo, il corpo fisico. Il secondo corpo sono i “Cavalli” di
tale macchina, cioè i sentimenti, i desideri, le emozioni. Il
terzo è il “Conducente”, cioè i pensieri. Il quarto è il
“Padrone” della macchina, l’Io, la Coscienza, la Volontà
Suprema. |
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Nell’Assemblea di Dio, i suoi partecipanti, indossano (spesso
simbolicamente, in altri casi realmente) una veste lunga a strati o
a diversi colori proprio ad indicare che il Lavoro è stato svolto
sui tali quattro corpi: sul corpo fisico, sulle emozioni, sul
pensiero e sulla volontà. I sufi, ad esempio, indossano proprio una
veste pezzata multicolore. Essa rappresenta la frammentazione
dell’Io, che è, però, solo un vestimento che sarà poi abbandonato.
Nella nostra confraternita la veste viene fatta costruire, ad un
certo punto del percorso, secondo una pratica antichissima. Essa non
può essere comprata, ma deve essere costruita dallo stesso allievo
ed i soldi con i quali i |
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diversi strati devono essere acquistati vanno “guadagnati” in un
determinato modo, che porti l’allievo a fare esperienze che
rimarranno indelebili nella sua coscienza, portandolo a lottare
tumultuosamente col suo ego.
La veste deve essere indossata esattamente come un saio e deve
rappresentare la povertà davanti a Dio, l’assoluta mancanza di
maschere o di orgoglio, l’ annichilimento dell’io illusorio.
Che tutti coloro che sono sulla Via possano, prima o poi, tessersi
tale indumento per partecipare alla Vera Assemblea di Dio!
Giuseppe indossa un abito simile, a differenza dei suoi fratelli.
Egli è simbolicamente è la stessa Essenza eletta da Dio per la guida
del suo Regno. Ognuno di noi è un Regno senza Re. Tutti i diversi
ministri di tale Regno, a turno, si avvicendano alla sua guida,
creando un caos interminabile. Quartieri e rioni di tale Città si
levano gli uni contro gli altri, ogni cosa è malamente amministrata,
ogni singola parte cerca di prevalere sull’altra. “Quando
sentirete parlare di guerre e di sommosse, non siate spaventati;
perché bisogna che queste cose avvengano…” (Lc. 21:9) Il
millenario Evangelo del Regno di Dio che Gesù ha annunciato non è,
come contrariamente affermano alcuni fondamentalisti cristiani, il
ristabilirsi fisico di una terra fatta di montagne meravigliose e
patinate. Ma è l’instaurazione del Regno di Dio in noi, dove ogni
cosa è ordinata e regna la pace. E’ l’instaurazione di un Regno con
un Re Supremo: l’Io che comanda
Giuseppe rappresenta una parte che esiste dentro di noi, una parte
rinnegata
dalle
paure, i desideri, i pensieri, le emozioni, gli appetiti, la
confusione.
L'articolo prosegue sulla
dispensa.
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