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Inadeguato a viver appieno l’indomabile natura carnale
Eppure così poco ispirato dall’opposta tensione
spirituale
Vivo appieno solo le contraddizioni
Tra l’eterno seme d’immenso a cui mi sento
predestinato
E un sincero famelico istinto innato
Così vagabondo, al freddo in terre infuocate
E al caldo tra distese gelate
Cieco e visionario, nella luce più chiara come nel
buio più oscuro
Contento e arrabbiato, e pazzo per molto e per
niente
Mai sicuro, ma spesso paziente
Procedo sereno tentoni
Con le mie mille contraddizioni
E se mi fermo un momento a pensare
Mi accorgo che non vivo per nulla di buono e cattivo
Di amaro e di dolce, di sapido e insipido
Di lucido e opaco
Ma delle loro stesse contraddizioni
E dei sapori confusi ch’esse mi lasciano invano
Per dirmi con l’unica chiarezza che posso intendere
D’esser chiamato a tutto, fuorché a capir con
l’intelletto
Il senso di questa fantastica vita
Insieme così maledetto e benedetto.
Luigi Corbella
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