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Per
recarsi in un luogo non meglio precisato che c’è stato
indicato di visitare, prendiamo come esempio: “VITTORIA”,
la prima cosa che il buonsenso ci dice di fare è consultare un
atlante, così ho fatto anche io e mi sono messo a cercare.
Il
risultato di tale ricerca mi ha portato a conoscere
l’esistenza di luoghi diversi che portano questo nome,
quale sarà quello giusto?
-
Vittoria,
città della Sicilia - Ho fatto una breve
vacanza tempo fa in questa bellissima regione che non
conoscevo, ho promesso a me stesso di ritornarci.
-
Stadio
della Vittoria (Bari) - Al momento i miei
interessi sono per altro genere d’attività che non
si svolge in tali luoghi, mi piace però la Puglia,
Castel del Monte, ecc…
-
Suburbio
della Vittoria (Camilluccia - Roma) – Prendo
il dizionario e cerco di avere conferma sul
significato della parola “suburbio”, penso voglia
dire sobborgo, e leggo: “la zona della città dove
essa si espande in modo più o meno ordinato”. Era
come avevo immaginato ma non ne ero certo. L’idea di
ritornare a Roma non mi dispiace, ci ho vissuto anni
fa ed è la città in cui vive una persona a me molto
cara, può essere l’occasione di andarla a
ritrovare.
-
Rifugio
della Vittoria (Lecco) - E’ relativamente
vicino a dove abito ora, non devo percorrere molta
strada per arrivarci e poi la parola “rifugio” mi
ricorda l’argomento di cui dovrei parlare.
L’introduzione
mi è servita per descrivervi la situazione in cui mi sono
trovato quando mi è stato chiesto di scrivere questo
articolo. Che fare? Prendo uno dei tanti libri che ho
(alcuni li ho anche letti) e cerco degli spunti o scopiazzo
qui e la? Come faccio a parlare di ciò che ho letto e
conosco solo in parte per esperienza diretta? Di un
cammino che ha impegnato tanti esseri per una vita intera
e che io ho appena iniziato? Il riferimento se non fosse
evidente è all’“… Essere nella Via …
Riflessioni di un discepolo (?) d’oggi”.
Prendendo
a spunto quanto sopra detto, la mia esperienza passata mi
suggerisce che l’atteggiamento giusto da avere di certo
non è quello di fare promesse che non so se potrò
mantenere, del tipo: “… bene, io voglio, io posso,
quindi decido di “essere un ricercatore”, senza
sapere se ne ho le capacità e la possibilità.
Neppure
quello di sapere di cosa realmente ho bisogno per evolvere
dalla mia natura meccanica “se non mi è
mostrata la Via”, … cosa faccio? Vado in Sicilia o
in Puglia?
Forse
cercare conferme di ciò che mi piacerebbe fosse la
Ricerca per soddisfare il mio centro emotivo è l’unica strada
percorribile nella attuale condizione? Qualcosa mi dice
che è il centro che devo cercare e non limitarmi ai sobborghi, … un proverbio dice: ”tutte le strade portano
a Roma”, Roma Caput Mundi.
Trovare
“rifugio” dalle mie paure e speranze, perché
intimamente convinto, nelle braccia di “Lui”, così
vicino e lontano allo stesso tempo, … sento che è la
condizione più auspicabile.
Fatta
questa premessa, dico subito di aver omesso di proposito “…
nel terzo millennio”, perché pur essendo cambiata
la forma della trasmissione, non penso che la sostanza sia
cambiata e cosi come il Contatto con la Fonte era il
fondamento della Via, secoli fa, lo è ancora oggi...
occorre trovare un Maestro vivente.
Mi
ha trovato, sento che è più corretto esprimermi così,
ad una conferenza a Milano, al termine della quale mi si
è avvicinato per un saluto dicendo: “Professore”.
Non
era quello che mi aspettavo, da chi vedevo per la prima
volta, mi aveva toccato nel mio orgoglio? Forse voleva
mettere alla prova la mia sincerità? Perché ero li? Mi
ci aveva portato la mia avidità di sa- pere o il
desiderio di imparare come “essere”? Non lo so,
mi ero ripromesso di chiederglielo ma non né ho sentito
più il bisogno. Ho invece lasciato lavorare quella parola
dentro di me pensando che probabilmente il mio
atteggiamento lasciasse trasparire la mancanza d’umiltà
o di non essere come coloro che posseggono la scienza e la
applicano, ma tra quelli che la possiedono soltanto senza
metterla in pratica.…
Se
avessi compreso non sarei dove sono, … ed io ero lì.
Distinguere
la verità dalla vanità, non è sempre facile, ogni
giorno devo lottare con questa parte di me che nella sua
presunzione ed arroganza ritiene di “essere”,
mentre una parte di me è preoccupata al solo “apparire”.
Qualcuno ha detto: “Penso quindi sono”. Ma riflettendo non sarebbe più corretto dire: “ Sono quindi
penso”? Ma chi sono io? …
Quel
saluto a me rivolto e ciò di cui aveva parlato, alla
conferenza cui ho partecipato, aveva fatto scattare
qualcosa dentro di me e grazie a Lui, dopo alcuni anni di
letargo, il lavoro su me stesso era “ripreso”.
Negli
incontri che seguirono, una tacita accettazione che quel
“ragazzo”, molto più giovane di me, avesse la
possibilità di mostrarmi lati di me stesso che neppure io
conoscevo, s’impossessò di me.
Lo
metterò alla prova, voglio approfondire la sua conoscenza
… errore era Lui che aveva iniziato a lavorare con me,
come se mi conoscesse da sempre, … avevo ritrovato
l’Amico.
Così
come quando chiediamo indicazioni per un luogo che non
conosciamo, diamo fiducia alla persona cui ci si rivolge,
non avevo scelta … sottomettermi era l’unica
condizione possibile, seguirò i suoi suggerimenti. …Certo non è facile, ma che cosa ho da perdere e
quale
il guadagno?
Ma
neppure di questo si tratta, è stato detto: “Mi
piacerebbe sapere che cosa abbia realmente guadagnato un
uomo privo della Conoscenza e che cosa non abbia
guadagnato l’uomo che la possieda”.
Il
viaggio con Lui era iniziato, dove mi condurrà? … Mi
fermo qui.
Se
leggendo questo breve scritto pensava di trovare
appagamento alla sua curiosità e cercava risposte alle
sue e alle mie domande, certamente sarà rimasto/a
deluso/a. Non compete a me né illudere né consolare con
risposte risolutive, in questa materia, mi sento ancora un
bambino bisognoso di essere tenuto per mano e nello stesso
tempo abbastanza adulto da provare ad assumermi le mie
responsabilità.
M’incammino,
… VITTORIA mi aspetta, c’incontreremo lì
e scambiere- mo le nostre esperienze.
Termino
questa breve riflessione, mi permetta di farlo, con le
parole di un Maestro sufi Hakim Sanai; purtroppo la mia
inadeguatezza e incapacità sono venute a galla, ma
l’aiuto non manca se proviamo ad ascoltare il nostro
cuore, … lascio parlare lui ed io mi siedo in disparte,
ripetendo le sue parole in silenzio.
“
Se non si fosse mostrato a noi, come avremmo potuto
conoscerLo?
Se
non ci mostra la Via, come possiamo conoscerLo? …
“
Abbiamo tentato di raggiungerLo attraverso la ragione, ma
non ha funzionato;
non
appena abbiamo smesso ogni ostacolo è scomparso. …"
“
Egli si è mostrato a noi per bontà: altrimenti come
avremmo potu- to conoscerLo?
La
ragione ci ha condotto fin sull’uscio, ma è stata la
Sua presenza a farci entrare. …"
“
Come potrai mai conoscerLo finché capace non sarai di
conoscer te stesso?”
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