-
L'avvento della morte è la chiave che apre il dominio sconosciuto; se non fosse per la morte, la porta della vera conoscenza rimarrebbe chiusa.
-

INCONTRI DI STUDIO

ARTICOLI

RACCONTI

CONFERENZE

ENGLISH VERSION

 

 

Fondamenti del Pensiero Gurdjieffiano

------


          

 

       

  

 

 

 

 

 

Questo Sito è dedicato al Lavoro e a tutti i Cercatori 

 
 

 

Articolo 4

 

La morte

Cristina Z. - Milano

 

 

La morte è lo stimolo che spinge l’uomo, da sempre, a cercare l’esistenza di un “Paradiso” o di una “Continuazione” dopo questa vita. Se l’uomo si credesse, sin dalla nascita, immortale, quante probabilità ci sarebbero e quanto desiderio avrebbe di ricercare un contatto con il trascendente?

Dobbiamo attendere di aver paura di morire veramente per imparare a vivere ora o possiamo fare qualcosa prima?

 

Qualche giorno fa, una mattina, poco prima di alzarmi dal letto, ho richiuso gli occhi per un istante ed ho visto davanti a me l’immagine

di una lapide, ho cercato di vedere meglio di cosa si trattasse e sopra vi ho scorto la mia fotografia e a destra in basso un mazzo di fiori.

 

Pensate, la mia tomba!!!

 

In un primo istante sono rimasta stupita, forse anche un po' impaurita, ho cominciato a fare l’elenco di tutti gli acciacchi del periodo per vedere se avevo trascurato qualcosa, se quel dolorino che tanto mi aveva dato noia tre giorni prima forse era qualcosa di più serio e non l’avevo considerato abbastanza.

Probabilmente se non fosse stato per il Lavoro che stiamo facendo e per tutte quelle volte che abbiamo letto e sentito parlare di “morire a se stessi” avrei reagito diversamente, ma, dopo i primi attimi lo stupore e la paura se ne sono andati e davanti a me è rimasta, e riamane tuttora, l’immagine di quella lapide.

Ora dopo quel sogno, che sono certa non è stato del tutto casuale, sto cercando di sforzarmi di più, sto cercando di vivere qualche attimo più intensamente, di prestare più attenzione anche alle piccole cose. So che avrei dovuto fare questo Lavoro già da tempo, ma troppo spesso dimentico che devo morire.

Mi sono chiesta:

Dopo ciò che ho letto e sopratutto dopo quello che la nostra guida ci ha insegnato cosa sono riuscita “a fare veramente”?”. Sono riuscita almeno per un attimo a sentirmi “morta”, a mettere da parte il mio orgoglio, il mio egoismo, la mia invidia, il mio bisogno di considerazione. Sono riuscita per un attimo a sentirmi “vuota” per ascoltare il battito del mio cuore, per sentire la voce del Maestro, per sentire il sussurro dell’Amico.

No, non credo. O forse si, ma il vociare che ho dentro, copre le loro voci.

Ogni tanto sento un grido: “Sono qui, svegliati! Dove corri, cosa cerchi là fuori, fermati un istante”. Ma dura così poco e presa dal vortice delle abitudini riprendo la corsa.

Avete mai pensato al luogo dove sarete sepolti? Provate ad immaginare una bella lapide bianca, una cornice con dentro la vostra foto più recente, magari quella delle ultime ferie o quella della nuova carta d’identità e vicino un bel mazzo di fiori, i vostri preferiti, un bel mazzo di rose rosse portate 

dagli amici che tanto vi hanno voluto bene. Pensate però se prima di chiudere gli occhi vi siete ricordati di abbracciare il vostro compagno o la vostra compagna, se avete salutato gli amici con un bel sorriso senza rancori, se avete detto a chi amate “Ti voglio bene”, se prima di “addormentarvi per sempre” vi siete ricordati di ripetere il Suo Nome.

Gesù ha detto:

C’era un uomo ricco che aveva molti averi. Egli disse: “Userò dei miei averi per seminare e mietere e piantare alberi e riempire i granai di raccolto, affinché io non manchi di nulla”. Queste cose pensava in cuor suo ma quella notte egli morì.

 

Solo lasciandoci alle spalle il passato e imparando a vivere intensamente il presente potremmo riuscire a morire veramente senza nessun rimpianto.

La morte è la chiave per aprire la porta della fede perché buttando via tutto ciò che tanto ci piace potremmo imparare a sentire ed a fare ciò che serve veramente; non come robot ma come innamorati che seguono il profumo dell’Amato e vivono in attesa di riunirsi a Lui.

Amici aiutatemi a ricordare che non siamo eterni;

Amico aiutami ad abbandonarmi nelle braccia dell’Amato, ad aprire quella porta e a passare quella soglia che mi tiene lontana da casa.

 

Cristina Z.

 

 

Lettera Aperta a...

Leggi le lettere  

Aforismi settimanali

    Leggi il pensiero 

 della settimana  

 

Le Poesie

      Ricercatori di oggi  

  scrivono  

 

 

I Racconti del Maestro

  Vai alla sezione  

Racconti